X Cookies ci consentono di offrirti il nostro migliore servizio. Continuando la navigazione nel sito, lei accetta l’uso dei cookies. Clicca qui per ulteriori informazioni.

Benvenuti sulla pagina web dedicata al Premio Architettura Alto Adige 2019!

Il Premio Architettura Alto Adige ha come fine quello di selezionare e divulgare le opere di architettura realizzate in Alto Adige che si sono distinte per la qualità delle idee e la coerenza costruttiva, attraverso l'impiego di tecnologie, consolidate o innovative. Opere in grado di instaurare un rapporto fecondo con l'esistente costruito, il paesaggio, la committenza e la società.
I 24 progetti selezionati per il premio del pubblico vengono presentati su questa pagina web. I vincitori verranno resi noti con una premiazione pubblica durante la
< festa dell’Architettura >
che avrà luogo l’11 gennaio 2019, presso il NOI Techpark
in via A. Volta 13 a Bolzano

Ulteriori Informazioni sul sito www.fondazione.arch.bz.it



 
Torna indietro

Ampliamento della scuola professionale provinciale per le professioni sociali “Hannah Arendt”

Public

Anno di costruzione

Realizzazione 2012

Numero del progetto

111

Dettagli

Nuova costruzione

11.000 m3

Architetto/Partner

 Redaktion Redaktion

Arch. Claudio Lucchin

Arch. Angelo Rinaldo

Arch. Daniela Varnier

 Claudio Lucchin & architetti associati 

Il progetto si colloca nel centro cittadino, in una porzione del giardino esterno della scuola esistente. Il nuovo ampliamento è sovrastato dalla massa dello storico convento dei Cappuccini e si apre verso l’adiacente giardino pubblico. Per non turbare il prezioso contesto, l'unica soluzione per l’ampliamento della scuola per le professioni sociali "Hannah Arendt" è risultata quella di realizzare un'architettura ipogea, affondata nel cuore rigenerante della terra, e capace di trasformarsi da spazio contenente in oggetto contenuto, in un intimo rapporto con la terra stessa. Si è cercato di negare ogni inevitabile pregiudizio su un edificio sotterraneo, per solito pensato come estraneo al rapporto con l'intorno e con la luce, e creare un oggetto nel quale lo spazio vuoto connotasse la forma, e la luce si lasciasse catturare, ritagliare, guidare all’interno della struttura stessa. Il giardino di copertura è infatti costellato di tagli, spacchi e trasparenze attraverso le quali la luce viene captata e filtrata, per giocare con le superfici sotterranee. La struttura interna è assai semplificata, quasi a ridursi a un sistema di coordinate: le superfici murarie divengono linee rette, immaginate come infinitamente estese, generatrici geometriche e plastiche dei diversi spazi didattici.

teamblau