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IX. Premio d'Architettura Alto Adige 2019

Benvenuti sulla pagina web dedicata al Premio di Architettura 2019. Il Premio di Architettura viene indetto ogni due anni dalla Fondazione Architettura Alto Adige e vengono premiati i migliori progetti realizzati in Alto Adige da gennaio 2014 e ultimati entro l'11 ottobre 2018. Una giuria seleziona in una prima fase i quattro finalisti per categoria che costituiranno le opere poi sottoposte alla valutazione del pubblico. Le categorie sono:


- Edici pubblici
- Residenze
- Edifici per il lavoro e il turismo
- Spazi aperti ed infrastrutture
- Allestimento degli interni
- Riqualificazione dell’esistente
- Export

I 30 progetti vengono pubblicati su questa pagina web. I vincitori verranno resi noti con una premiazione pubblica durante la

“festa dell’Architettura”
che avrà luogo l’11 gennaio 2019,
presso il NOI Techpark in via A. Volta 13 a Bolzano



Ulteriori Informazioni sul sito www.fondazione.arch.bz.it
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Ampliamento della scuola professionale provinciale per le professioni sociali “Hannah Arendt”

Public

Anno di costruzione

Realizzazione 2012

Numero del progetto

111

Dettagli

Nuova costruzione

11.000 m3

Architetto/Partner

Arch. Claudio Lucchin

Arch. Angelo Rinaldo

Arch. Daniela Varnier

 Claudio Lucchin & architetti associati 

Il progetto si colloca nel centro cittadino, in una porzione del giardino esterno della scuola esistente. Il nuovo ampliamento è sovrastato dalla massa dello storico convento dei Cappuccini e si apre verso l’adiacente giardino pubblico. Per non turbare il prezioso contesto, l'unica soluzione per l’ampliamento della scuola per le professioni sociali "Hannah Arendt" è risultata quella di realizzare un'architettura ipogea, affondata nel cuore rigenerante della terra, e capace di trasformarsi da spazio contenente in oggetto contenuto, in un intimo rapporto con la terra stessa. Si è cercato di negare ogni inevitabile pregiudizio su un edificio sotterraneo, per solito pensato come estraneo al rapporto con l'intorno e con la luce, e creare un oggetto nel quale lo spazio vuoto connotasse la forma, e la luce si lasciasse catturare, ritagliare, guidare all’interno della struttura stessa. Il giardino di copertura è infatti costellato di tagli, spacchi e trasparenze attraverso le quali la luce viene captata e filtrata, per giocare con le superfici sotterranee. La struttura interna è assai semplificata, quasi a ridursi a un sistema di coordinate: le superfici murarie divengono linee rette, immaginate come infinitamente estese, generatrici geometriche e plastiche dei diversi spazi didattici.

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