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Benvenuti sulla pagina web dedicata al Premio Architettura Alto Adige 2019!

Il Premio Architettura Alto Adige ha come fine quello di selezionare e divulgare le opere di architettura realizzate in Alto Adige che si sono distinte per la qualità delle idee e la coerenza costruttiva, attraverso l'impiego di tecnologie, consolidate o innovative. Opere in grado di instaurare un rapporto fecondo con l'esistente costruito, il paesaggio, la committenza e la società.
I 24 progetti selezionati per il premio del pubblico vengono presentati su questa pagina web. I vincitori verranno resi noti con una premiazione pubblica durante la
< festa dell’Architettura >
che avrà luogo l’11 gennaio 2019, presso il NOI Techpark
in via A. Volta 13 a Bolzano

Ulteriori Informazioni sul sito www.fondazione.arch.bz.it



 

SAN GIUSEPPE NEL BOSCO

Riqualificazione dell’esistente

Anno di costruzione

Realizzazione 2017

Numero del progetto

183

Dettagli

Ristrutturazione

ca. 360qm

Architetto/Partner

Studio Messner Architects

Arch. David Messner

Arch.. MESSNER VERENA


Collaboratori al progetto

Altarraumgestaltung: Franz Messner

La chiesa di Stella, immersa nei boschi alpini e situata lungo la passeggiata Sigmund Freud a 1.300 m di altitudine, è un luogo spirituale conosciuto e pregiato sia dalle persone del posto che da ospiti. La ristrutturazione della chiesa che risale al 1954 perseguisce lo scopo di rendere la struttura più attraente e di trasformare gli spazi esistenti in coerenza con le esigenze di un’atmosfera accogliente e piacevole. Il progetto consiste nella riconfigurazione di chiesa e sagrestia al pianoterra e nel recupero del sottotetto precedentemente non utilizzato come spazio meditativo. L’intervento principale riguarda l’apertura della facciata a est. Una vetrata generosa fa penetrare la luce nella chiesa precedentemente cupa, perseguendo l’obiettivo di aspirare alla luminosità. L’apertura diventa così espressione del collegamento tra la chiesa e il mondo, invitando la gente a scoprire lo spazio sacrale. Il genius loci è espresso precisamente nella concezione di chiesa nel bosco. La contemplazione della natura messa in cornice è condizionata dal continuo cambio del paesaggio nel corso delle stagioni assegnando all’apertura il suo carattere meditativo. All’interno della chiesa la differenza nella quota tra presbiterio e area fedeli è stata ridotta ma mantenuta al fine di garantire la visibilità. Al posto della scalinata ora si sviluppa una rampa con inciso una scaletta. La separazione spaziale così diventa meno importante dando peso alla percezione dello spazio come paesaggio modellato. Il rivestimento del soffitto in legno con gli intagli scuri riflette i giunti presenti nel pavimento e riprende l’idea del paesaggio attraversato da tracce e sentieri. Una lastra autonoma di vetro traslucente, posizionata di fronte alla porta d’ingresso, funge da elemento sia protettivo che informativo. Le vetrate colorate sono opere dell’artista Peter Fellin. Le finestre ad arco con le figure di Santo Stefano e Santa Notburga sono state spostate dalla facciata est a quella ovest dove illuminano l’ingresso. Dalla ristrutturazione le vetrate astratte ottengono più attenzione e stima. L’allestimento dell’area sacrale è stato progettato dall’artista Franz Messner, deceduto a gennaio del 2017, e realizzato dai suoi figli David e Verena. L’altare si trova nell’asse centrale del presbiterio fiancato da ambone e sede presidenziale davanti. I monoliti massicci di pietra Gneis della Val Passiria posano su basi traslucide in vetro. La luce penetra le basi liberando le massi dal loro peso così da sembrare privi di gravità. La vicinanza divina e la ricerca del celestiale si trovano espresso nella leggerezza del concetto artistico eppure nel disegno delle panchine in legno. Precedentemente il sottotetto era accessibile solo attraverso una scala stretta e ripida lungo la facciata est. La nuova scalinata si sviluppa a forma di chiocciola, attraversa in sospeso la sagrestia per poi portare nel sottotetto. Nel corso della ristrutturazione il sottotetto precedentemente non utilizzato è stato recuperato come spazio meditativo. Il sottotetto consiste inoltre in una zona d’ingresso, un guardaroba, un bagno e un deposito. La costruzione di supporto a traliccio è stata eliminata e sostituita da un arco a tre cerniere così da raggiungere uno spazio a campata libera a forma di tenda. Per migliorare le qualità termiche il tetto è stato coperto di scandole di larice, ventilato e isolato. La muratura del pignone a ovest è stata demolita per provvedere gli interni di luce naturale. Lo spazio per la meditazione è raggiungibile attraverso una scaletta protetta da un muro. Simile a un nido la sala nella sua parte inferiore è avvolta da una pavimentazione morbida, una moquette, mentre nella parte superiore è conclusa con pannelli di legno. La superficie del pignone sfondato è chiusa con una vetrata attraverso la quale è raggiungibile il balcone. Questo spazio all’aria aperta collega la chiesa con la piazza sia dal punto di vista visivo che mentale. Alla fine solo due interventi determinano la ristrutturazione della chiesa a Stella. Uno riguarda l’apertura degli spazi sacri al paesaggio, l’altro l’apertura del pignone verso la piazza. Sia l’uno che l’altro sono punto di partenza per un dialogo tra interno e esterno, tra costruito e contesto. Vivacità e sicurezza commuovono lo spazio nel sottotetto. Leggerezza e pace animano lo spazio sacro.

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